Scheda Insegnamento: Monitoraggio e difesa dell'ambiente montano A.A. 2017/2018
  • Corso di Laurea: SCIENZE DELLA MONTAGNA (L-25 Rieti)
  • Codice: 16966
  • Crediti: 12
  • Anno Off. Formativa: 2017/2018
  • Anno di Corso: 2
  • Erogazione: I semestre
  • Docente:MARIO CONTARINI

Modulo : 1 Cfu(6)

Programma

PARTE GENERALE
Generalità sugli insetti; morfologia esterna; Sistema nervoso e organi di senso; Sistema digerente; Apparato circolatorio; Sistema secretore ed escretore; Sistema riproduttore; Feromoni; Sviluppo post embrionale; mute; metamorfosi; Mezzi di controllo delle popolazioni: biologici, agronomici, colturali, fisici, meccanici, chimici. I principi attivi. Insetticidi microbiologici. La fitotossicità; Modalità di penetrazione e meccanismi di azione degli insetticidi; Selettività; Tossicità verso l'uomo; La resistenza; Cenni di legislazione il PAN Fitofarmaci; La lotta biologica; Le soglie di intervento; Lotta Guidata; Lotta Integrata (IPM). L'uso degli insetti come fonte proteica per l'alimentazione umana e animale. L’apicoltura montana.
PARTE SPECIALE
Entomofauna delle Querce: Kermes vermilio (Planchon), Tortrix viridana (L.), Thaumetopoea processionea (L.), Lymantria dispar (L.), Euproctis chrysorrhoea (L.), Malacosoma neustrium L., Corebus florentinus Herbst., Platypus cylindrus F., Hymenoptera Cynipidae, Phylloxera quercus Boyer De Fonscolombe, Aceria ilicis (G. Cam.).
- Entomofauna del Pino: Matsucoccus feytaudi Duc., Leptoglossus occidentalis Heidemann, Thaumetopoea pityocampa Schiff., Rhyacionia (=Evetria) buoliana Den. e Schiff., Pissodes notatus F., Hylobius abietis L., Tomicus (Blastophagus) piniperda (L.), Tomicus (Blastophagus) destruens (Woll.), Blastophagus minor Htg., Ips sexdentatus Börner, Urocerus gigas L., Neodiprion sertifer Geoffr., Diprion pini L. .
- Entomofauna del Castagno: Pammene fasciana (L.), Cydia fagiglandana (Zel.), Cydia splendana (Hübner), Plodia interpunctella (Hübner), Tenebroides mauritanicus L.,
Curculio elephas (Gyll.), Curcuilio propinquus (Desbr.), Dryocosmus kuriphilus Yasumatsu, Cerambyx spp., Oligonychus bicolor (Banks).
- Entomofauna del Nocciolo: Cimici del nocciolo: generalità, Gonocerus acuteangulatus (Goeze), Zeuzera pyrina (L.), Anisandrus (=Xyleborus) dispar F., Balaninus nucum L., Anoplophora chinensis, Phytocoptella avellanae (Nalepa).
- Entomofauna del Pioppo: Phloemyzus passerinii (Sign.), Cossus cossus (L.), Aegeria (Sesia) apiformis (Clerk), Paranthrene tabaniformis (Rott.), Melasoma populi (L.), Cryptorhynchus lapathi L., Saperda carcharias L., Saperda populnea L., Agrilus suvorovi populneus Schaef.,
- Entomofauna del Cipresso: Cinara cupressi (Buckton), Phloesinus aubei Perris.
- Entomofauna dell'Abete Rosso: Sacchiphantes viridis Ratz., Sacchiphantes abietis L., Trypodendron (Xyloterus) lineatus Oliv., Ips typographus L., Urocerus gigas L.
- Entomofauna del Tiglio: Eucallipterus tiliae (L.); Phalera bucephala L.; Euproctris chrysorrhoea (L.); Eotetranychus tiliarius (Herm.).
- Entomofauna del Faggio: Phyllaphis fagi (L.); Cydia fagiglandana (Zel.); Pammene fasciana (L.); Mikiola fagi Hartig; Anisandrus (=Xyleborus) dispar F.

Testi consigliati

- Battisti A., DE Battisti R., Faccoli M., Paolucci P., Stergulc F. Lineamenti di zoologia forestale. Padova University Press. 2013.
- A.Pollini, Manuale di Entomologia Applicata, Edagricole, Bologna, 2002.
- Ferrari M., Menta A., Marcon E., Montermini A. Malattie e parassiti delle piante da fiore, ormamentali e forestali. Edagricole Tomi I e II.
- AA.VV. Edible insects: Future prospects for food and feed security. FAO Forestry Paper 171. 2013. 187 pp.

Propedeuticità

Agli studenti che frequentano la classe è consigliato di possedere conoscenze in zoologia generale, botanica generale e chimica, al fine di seguire e comprendere i temi affrontati nelle lezioni.

Frequenza

Facoltativa

Metodologia didattica

Ore lezione: 48

Valutazione del profitto

Prova scritta, prova orale, prova pratica

Descrizione dei metodi di accertamento

Il giudizio e il voto finale terrà conto delle conoscenza e dei concetti acquisiti, della capacità di analisi dei problemi di natura entomologica del sistema montano. Sarà svolta una prova scritta per la parte generale, una prova orale per la parte speciale e sarà indispensabile la presentazione di una cassetta entomologica con 50 tra insetti preparati con logica entomologica e reperti. Il voto finale corrisponderà al valore medio dei voti ottenuti nelle tre prove.

Luogo lezioni

Via Angelo Maria Ricci 35/A 02100 Rieti

Orario lezioni

come da orario pubblicato sul sito

Comunicazioni




  • Corso di Laurea: SCIENZE DELLA MONTAGNA (L-25 Rieti)
  • Codice: 16966
  • Crediti: 12
  • Anno Off. Formativa: 2017/2018
  • Anno di Corso: 2
  • Erogazione: I semestre
  • Docente:ANGELO MAZZAGLIA

Modulo : 2 Cfu(6)

Programma

Introduzione alla patologia vegetale e forestale, cenni storici. Esempi di malattie di particolare impatto economico e sociale.

PARTE GENERALE
Concetti di base
• Cosa si intende per malattia, danno, lesione, guarigione in patologia vegetale.
• Malattie abiotiche (non infettive) e biotiche (infettive).
• Malattie complesse
• Triangolo di malattia
• Classificazione delle malattie
Generalità sugli agenti causali di malattie infettive
• Virus e viroidi,
• Fitoplasmi
• Batteri
• Oomiceti
• Funghi veri
• Fanerogame parassite
Le fasi della malattia
• dalla pre-infezione alla evasione.
• Concetto di inoculo: carica, densità e potenziale
Sintomatologia
• Differenza tra sintomo e segno
• Tipologie di sintomi: alterazioni cromatiche, necrosi, cancri, tumori, caduta precoce di organi, alterazione di forma e dimensioni, essudati, alterazioni stato idrico
• Analisi critica dei sintomi
Diagnostica
• Approccio critico alla diagnosi: anamnesi, osservazioni in campo, raccolta e conservazione dei campioni.
• Metodi di base: diagnosi di laboratorio in vivo e in vitro, isolamento del patogeno, osservazione microscopica delle strutture.
• Metodi avanzati: tecniche immunologiche e molecolari.
• Postulati di Koch
• La diagnosi delle carie: analisi clinica e strumentale

PARTE SPECIALE
• Danni abiotici da: variazioni e squilibri idrici; variazioni e squilibri termici; eventi eccezionali (grandine, neve, fulmini, incendio, ecc.); deficit (o eccessi) nutrizionali; deficit illuminazione; inquinanti Fitotossici dell’Aria (IFA); altri inquinanti.
• Marciumi radicali da Oomiceti: mal dell’inchiostro del castagno e altri marciumi da Phytophthora spp.
• Marciumi radicali da funghi veri: marciume radicale fibroso di latifoglie e conifere da Armillaria spp.; mal del rotondo delle conifere da Heterobasidion annosum s.l.; marciume radicale lanoso delle latifoglie da Rosellinia necatrix.
• Tracheomicosi: grafiosi dell’olmo da Ophiostoma ulmi e novo-ulmi; verticillosi delle latifoglie; cancro colorato del platano da Ceratocystis platani; azzurramento del legno di conifere da Ophiostomatales.
• Cancri: cancro corticale del cipresso da Seiridium cardinale; cancro del larice da Lachnellula willkommii; cancro corticale del castagno da Cryphonectria parasitica; cancro carbonioso delle querce da Biscogniauxia mediterranea; cancro del faggio da Nectria ditissima; cancri ad anelli delle latifoglie da Nectria spp.
• Malattie della chioma delle conifere: disseccamento degli aghi di pino da Thyriopsis halepensis; rosso crittogamico dei pini da Lophodermium seditiosum e L. pinastri; bande rosse degli aghi di pino da Dothistroma pini; filloptosi dell’abete bianco da Lirula nervisequa; filloptosi dell’abete rosso da Lophodermium piceae; mal della tela delle conifere da Herpotrichia juniperi; disseccamento degli aghi e degli strobili del pino da Diplodia pinea; altri seccumi della chioma dei pini: Brunchorstia pinea, Phacidium infestans, Cyclaneusma pini; altri agenti di malattie della chioma delle conifere: Acanthostigma parasiticum, Meria laricis, Brunchorstia laricina, Phaeocryptopus gaeumannii, Rhadbocline pseudotsugae
• Malattie della chioma delle latifoglie: antracnosi della quercia da Apiognomonia quercina; antracnosi del faggio da Apiognomonia errabunda; antracnosi dell’ippocastano da Guignardia aesculi; antracnosi del platano da Apiognomonia veneta; altri agenti di antracnosi: Discula destructiva, Elsinoe quercus-ilicis; bollosità da Taphrina spp. su specie forestali: T. populina, T. betulina, T. saccari, T. crataegi, T. tosquinetii, T. kruchii, T. ulmi, T. fagicola, T. wiesneri, T. alni; mal bianco delle querce da Microsphaera alphitoides; mal bianco del platano da Microsphaera platani; altri mal bianchi forestali: Phyllactinia guttata, Uncinula salicis; ticchiolatura del pioppo da Marssonina brunnea; ticchiolatura del noce da Marssonina juglandis; altre ticchiolature: Marssonina castagnei, M. betulae, M. coronaria, M. salicicola; fersa del castagno: Mycosphaerella maculiformis; tacche nere dell’acero: Rhytisma acerinum; defogliazione primaverile del pioppo da Venturia populina e Venturia macularis; antracnosi o “macchie nere” da Gloeosporium spp.
• Ruggini: ruggine vescicolosa degli aghi dell’abete rosso da Chrysomixa rhododendri; ruggine vescicolosa degli aghi dell’abete da Chrysomixa abietis; ruggine vescicolosa del fusto dei pini a due aghi da Cronartium flaccidum; ruggine vescicolosa del fusto dei pini a cinque aghi da Cronartium ribicola; ruggine degli scopazzi dell’abete bianco da Melampsorella caryophyllacearum; ruggini del ginepro e delle rosacee da Gymnosporangium sabinae, G. tremelloides, G. clavariiforme; ruggine curvatrice dei getti di pino da Melampsora pinitorqua; ruggini del pioppo da Melampsora allii-populina, M. larici-populina, M. larici-tremulae, M. pulcherrima, M. rostrupii.
• Carie: teoria del Condizionamento Microambientale (CM); modalità di azione di carie bianca, bruna e soffice; teoria della Compartimentalizzazione (CODIT); diagnosi delle carie; principali agenti di carie (Phellinus spp.; Stereum spp.; Ganoderma spp.; Trametes spp.; Pleurotus spp.; Fomitiporia spp.; Phaeolus spp.; Fomitopsis spp.; Lenzites spp.; Fistulina spp.; Inonotus spp.
• Malattie del vivaio forestale: Damping-off.
• Malattie dei popolamenti forestali (malattie complesse): Deperimento del bosco; deperimento delle querce; deperimento del faggio, ecc.; Ruolo dell’endofitismo nei patogeni di debolezza.

Testi consigliati

Elementi di Patologia Forestale, Capretti P. e Ragazzi A., Patron Editore
Fondamenti di Patologia Vegetale, Matta A., Patron Editore

Slides delle lezioni
Materiale integrativo fornito su Google Classroom

Propedeuticità

Botanica ed ecologia vegetale

Frequenza

Facoltativa

Metodologia didattica

Ore lezione: 48

Valutazione del profitto

Prova in itinere, prova orale

Descrizione dei metodi di accertamento

L’esame, nel suo complesso, avrà come obiettivo la verifica dei seguenti obiettivi formativi: CONOSCENZA E CAPACITÀ DI COMPRENSIONE Aver sviluppato la conoscenza dei principi di base della patologia vegetale, Aver compreso ed imparato il modo di insorgenza e di diffusione delle malattie nelle popolazioni vegetali. Aver imparato a riconoscere ed interpretare la sintomatologia delle piante. Aver compreso ed imparato i principali aspetti biologici delle diverse categorie di agenti causali biotici. Aver imparato le principali strategie di diagnosi delle malattie e come applicarle correttamente. Avere una solida conoscenza delle più importanti malattie delle piante in ambito montano e dei relativi agenti causali. CAPACITÀ DI APPLICARE CONOSCENZA E COMPRENSIONE Avere una comprensione degli approcci sperimentali alla fitopatologia in ambiente montano discussi a lezione e delle loro applicazioni a problemi specifici AUTONOMIA DI GIUDIZIO Essere in grado di interpretare situazioni fitopatologiche analoghe a quelle discusse a lezione. Mostrare di saper attingere alle conoscenze acquisite nel Corso per gestire al meglio le diverse problematiche fitosanitarie. MODALITA' DI SVOLGIMENTO DELLA PROVA FINALE: • La prova in itinere, svolta dopo il completamento della Parte Generale del Programma del Corso, consiste in una prova scritta in aula della durata di 120 minuti per un totale di 12 domande di tipo aperto inerenti gli argomenti trattati in questa prima parte di programma. • Gli studenti che abbiano acquisito almeno la sufficienza (18/30) alla prova scritta sulla Parte Generale del Programma del Corso, hanno la facoltà di sostenere la prova orale finale. • Gli studenti, qualora non soddisfatti dalla valutazione della prova scritta sulla Parte Generale, possono integrare e migliorare la loro valutazione relativa in forma orale, previo accordo con il docente, e comunque prima di sostenere la Prova Orale Finale. • La Prova Orale Finale verte principalmente sulla Parte Speciale del Programma del Corso e sulle cognizioni acquisite durante le esercitazioni in laboratorio ed in campo. A ciò si aggiunge la discussione di un argomento di attualità assegnato dal Docente al termine delle lezioni. • Qualora durante lo svolgimento della Prova Orale Finale emergessero lacune cognitive sulla parte generale, il docente si riserva la facoltà di approfondire l’accertamento delle conoscenze di tali argomenti da parte degli studenti, anche se relativi alla Parte Generale del Corso, e di tenerne conto nella valutazione finale. • Il voto finale è formato al 90% dalla media tra i voti della prova scritta e della prova orale, e per il 10% dalla valutazione del Docente dello studente in merito a: partecipazione attiva durante lo svolgimento del Corso e delle attività correlate; modalità di espressione e padronanza della corretta terminologia; visione critica delle problematiche fitopatologiche; padronanza globale della materia (collegamento tra argomenti diversi). • Il calendario degli appelli e l'iscrizione agli appelli di esame viene fatta tramite il portale di Ateneo.   • Ciascuno studente ha facoltà di sostenere l'esame non più di 3 volte per anno (accademico).

Luogo lezioni

Via Angelo Maria Ricci 35/A 02100 Rieti

Orario lezioni

come da orario pubblicato sul sito

Comunicazioni

Il ricevimento per gli studenti è libero ed a discrezione dello studente, previo accordo con il docente.