Scheda Insegnamento: Elementi di ecologia del paesaggio A.A. 2017/2018
  • Corso di Laurea: CONSERVAZIONE E RESTAURO DELL' AMBIENTE FORESTALE E DIFESA DEL SUOLO (LM-73)
  • Codice: 17428
  • Crediti: 12
  • Anno Off. Formativa: 2017/2018
  • Anno di Corso: 1
  • Erogazione: II semestre
  • Docente:FABIO RECANATESI

Modulo : 1 Cfu(6)

Programma

Modulo di:Geomatica per l'ecologia del paesaggio

Concetti generali dei geograpyc information systems. I principali sistemi di riferimento (Coniche, cilindriche, planari; concetti di Equivalenza, Equidistanza e Isogonia, Proiezioni UTM, Gauss Boaga, Cassini-Soldner); elementi di cartografia (Concetti di Geodesia, Topografia, Areofotogrammetria e Telerivamento e GPS; concetti di Scala e rappresentazione cartografica alle varie scale). I dati geografici (Tipologia dei dati; i dati vettoriali e le primitive geometriche; caratteristiche dei dati raster e raster classificati; gli attributi alfanumerici dei dati geografici; Georeferenziazione). La cartografia numerica (Map e GIS – Oriented)
I principali operatori GIS (Buffer; Clip; Dissolve; Merge; Selezione geografica; Overlay topologico e tipi di overlay - unione, intersezione, identità - Join spaziale e tabellare; Query).
Le metodologie per le zonizzazioni del territorio, mediante dati di campi. I dati telerilevati da foto aeree ed immagini satellitari. I principali sensori applicati al telerilevamento e la gestione dei dati telerilevati applicati alla gestione del territorio.
L'impiego dei GIS a supporto della fase decisionale. L'analisi multi criteri e la logica fuzzy.
Applicazione dell'analisi multi criterio alla gestione del territorio.
I principali web-gis e loro consultazione.

Testi consigliati

Sistemi Informativi Territoriali - principi e applicazioni. Federica Migliaccio, Daniela Carino. Edizioni UTET, 2012.

Appunti delle lezioni.
Il Docente fornirà inoltre, durante lo svolgimento del corso, articoli scientifici per approfondire i temi svolti durante il corso.

Propedeuticità

Concetti base di cartografia.

Frequenza

Facoltativa

Metodologia didattica

Ore lezione: 48

Valutazione del profitto

Prova scritta, prova orale

Descrizione dei metodi di accertamento

A conclusione del ciclo di lezioni relativo a ciascun insegnamento gli studenti sono ammessi a sostenere la relativa prova di valutazione del profitto nelle forme preventivamente approvate dal Consiglio del Corso di laurea su proposta del docente titolare ed opportunamente pubblicizzate all'inizio dell'anno accademico. La prova di esame consiste nella discussione di un elaborato realizzato in ambiente GIS eventualmente integrata da discussione di altri lavori individuali o di gruppo oggetto di valutazione da parte del docente durante il ciclo delle attività didattiche. Tale prova è finalizzata ad accertare l'avvenuto raggiungimento degli obiettivi prefissati per la specifica disciplina. L'esame si svolge nelle forme stabilite dal Regolamento Didattico di Ateneo. Del suo svolgimento viene redatto apposito verbale, sottoscritto dal Presidente e dai membri della commissione e dallo studente esaminato. Il voto è espresso in trentesimi, con eventuale lode. Il superamento dell'esame presuppone il conferimento di un voto non inferiore ai diciotto/trentesimi e comporta l'attribuzione dei corrispondenti crediti formativi universitari. 

Luogo lezioni

Ex Facoltà di Agraria via San Camillo de Lellis snc Viterbo

Orario lezioni

come da orario pubblicato sul sito

Comunicazioni

Martedì dalle 10:00 alle 12:00
Venerdì dalle 15:00 alle 18:00



  • Corso di Laurea: CONSERVAZIONE E RESTAURO DELL' AMBIENTE FORESTALE E DIFESA DEL SUOLO (LM-73)
  • Codice: 17428
  • Crediti: 12
  • Anno Off. Formativa: 2017/2018
  • Anno di Corso: 1
  • Erogazione: II semestre
  • Docente:GOFFREDO FILIBECK

Modulo : 2 Cfu(6)

Programma

(NB: le pagine dei testi di studio (quando esistenti) sono indicate fra parentesi quadre)

Definizioni di flora, comunità vegetale, vegetazione, paesaggio. Differenza fra areale ed habitat.
I fattori che influenzano l’areale. Il fattore climatico: cause dell’eterogeneità macroclimatica; effetto dell’altitudine [GER 21-25]; le regioni macroclimatiche europee [POL 9-13] e del mondo; il concetto di bioma. Metodi di analisi fitoclimatica (diagrammi termopluviometrici di Walter & Lieth; indice di aridità; indici fitoclimatici di Rivas-Martinez; termotipi e ombrotipi; carte fitoclimatiche). Il fitoclima italiano: caratteristiche e distribuzione delle regioni temperata, submediterranea e mediterranea in Italia; differenze fra il clima alpino, appenninico e medit.-montano [WAL 156-158]. Le fasce fitoclimatiche di Schröter nelle Alpi e nell’Appennino [GER 68-74]. Caratteristiche della vegetazione Mediterranea.
I fattori storici: disgiunzioni ed endemismi; esempi di vicende storiche che hanno influenzato la flora italiana: eventi di vicarianza nel terziario; clima e vegetazione dei glaciali del Pleistocene; conseguenze dei glaciali sulla flora attuale (disgiunzioni transadriatiche, elementi steppici, disgiunzioni artico-alpine, areali relitti, estinzioni di specie arboree) [BIO 42-46; LAND 74-77]. Tipi corologici [PAES 29-37]; regionalizzazione floristica; le regioni floristiche dell’Italia. Consistenza e articolazione della flora italiana [BIO 49-50 e 150-152].
L’habitat: macro- e micro-ambiente; i principali fattori dell’habitat di una pianta; l’effetto dei gradienti ambientali; differenza fra optimum fisiologico e optimum ecologico (nicchia potenziale vs. nicchia realizzata) [WAL 27-32]. Il mesoclima: cause del mesoclima [ADA 110-112]; legge di costanza relativa dell’habitat e concetti di vegetazione zonale, extrazonale, azonale [WAL 32-33]; l’analisi fitoclimatica nella normativa italiana. Il micro-clima: le sue cause e i suoi effetti [ADA 97-101; GER 25-30]; adattamenti micro-climatici delle piante ai climi freddi [GER 46-55]; il limite degli alberi e le sue cause [GER 74-80]. Altri aspetti del micro-ambiente: variazioni edafiche a microscala; orli e mantelli forestali; l’effetto margine e la frammentazione dell’habitat [PRIM 132-138]. Il fattore edafico [GER 55-59; BOS 87-91]: suoli calcarei vs. suoli acidi; piante legate a suoli particolari. I fattori biotici: la facilitazione e l’effetto nursery.
Tipi funzionali: ciclo vitale e dispersione; schema r-K; schema C-S-R di Grime; forme biologiche di Raunkiaer; distribuzione delle forme biologiche in relazione al macroclima. Valori di indicazione ecologica delle specie [Anpa, Le piante come indicatori ambientali: pp. 7-12 e 79-82]: indici di Ellenberg; indice di emerobia. Misure di biodiversità [PRIM 12-14 e 32-37]: livelli di diversità; tipi di diversità (alfa, beta, gamma); richness ed evenness; indice di Simpson; problemi nell’uso della biodiversità come indicatore ambientale; curve specie-area; legge di infrequenza.
Specie aliene: definizioni e suddivisioni; caratteristiche funzionali delle invasive; pattern biogeografici ed ecologici delle invasioni; esempi di specie; prospettive nella lotta alle invasioni [BIO 140-144].
Lo studio della vegetazione: approccio discreto (Clements e Braun-Blanquet) vs. continuo (Gleason e Whittaker) [GUR 205-210]. Tipi di disegno campionario e modalità di rilevamento. Classificazione della vegetazione: approcci fisionomico, strutturale, floristico [VDM 28-32]. La classificazione fitosociologica [PROG 16-18]: assunti; metodo di rilievo; elaborazione delle tabelle di rilievi; sintassonomia; regole di nomenclatura dei syntaxa. Esempi di classi e ordini della vegetazione italiana, con relative specie caratteristiche.
Direttiva 92/43/CEE “Habitat”: definizioni; Rete Natura2000; principi fondamentali della Direttiva e suoi aspetti innovativi; processo di designazione dei SIC e loro regime di tutela; origine dell’Allegato 1; relazione fra classificazione della vegetazione e tipi di habitat dell’All.1; il problema dell’interpretazione degli Habitat; esempi di comunità tutelate dall’All.1 e di problemi interpretativi e gestionali.
Dinamica della vegetazione: definizioni [GUR 283-287]; modelli del turnover delle specie di Clements (relay floristics), Gleason (continuum), Egler (initial floristic composition); schema di Connell & Slatyer (tolleranza/inibizione/facilitazione); [GUR 297-300]; cause delle successioni; prevedibilità delle successioni [GUR 300-301]. Influenza della storia dell’uso del suolo nella flora dei boschi: “recent forest” vs. “ancient forest”. Definizioni e analisi critica dei concetti di climax e di vegetazione potenziale [GUR 284-285 e 303-304; DEL 70-72]. Cause dell’eterogeneità del paesaggio vegetale [LAND 83-88]. Cronosequenza e toposequenza. Serie di vegetazione [PROG 18-22]. Applicazioni dei processi successionali: tecniche di recupero ambientale (ruolo della nucleazione e dispersione); gestione dei margini stradali e agricoli. Dinamica della vegetazione nel Mediterraneo: analisi critica del “mito” della “degradazione” e “deforestazione”; il ruolo ecologico del fuoco e del pascolo nel Mediterraneo [DELOGU 47-58 e 165-166; Grove & Rackham, The nature of Mediterranean Europe: pp. 217, 241-242, 257-258].
Il paesaggio vegetale del Lazio con le principali comunità forestali, arbustive ed erbacee (su base fisionomica, più alcuni esempi di inquadramento sintassonomico): vegetazione azonale (toposequenza ripariale e toposequenza psammofila); vegetazione zonale (comunità mature e comunità secondarie dei piani termomediterraneo, mesomediterraneo, collinare, submontano, montano e subalpino).
Esercitazioni: Cartografia della vegetazione (carte della vegetazione reale, potenziale, delle serie, degli habitat, della naturalità; cenni sui metodi di rilevamento e restituzione) [ECO 117-121; PROG 23-25]; Ricerca bibliografica e lettura dei lavori descrittivi floristico-vegetazionali [PROG 7-9].

Testi consigliati

ADA = Adams J., “Vegetation-Climate Interactions”, second edition, Springer
BIO = Blasi C. et al., “Stato della Biodiversità in Italia”, Palombi
BOS= Pignatti S., “I boschi d’Italia”, UTET
DEL= G. Delogu, “Dalla parte del fuoco”, Maestrale
ECO = Pignatti S., “Ecologia Vegetale”, UTET
GER = Gerdol R. et al., “La vegetazione delle montagne italiane”, CAI
GUR= J. Gurevitch et al., “The ecology of plants”, Sinauer
LAND=M. Turner et al., “Landscape Ecology”, Springer
PAES = Pignatti S., “Ecologia del Paesaggio”, UTET
POL= Polunin O. & Walters M., “Guida alle vegetazioni d’Europa”, Zanichelli
PRIM = Primack R., “Conservazione della Natura”, Zanichelli
PROG = Blasi C. et al., “Analisi e progettazione botanica per gli interventi di mitigazione degli impatti delle infrastrutture lineari”, Manuali ISPRA (testo non presente in biblioteca, ma il pdf è gratuitamente scaricabile dal sito www.isprambiente.gov.it)
VDM = van der Maarel E. & Franklin J., “Vegetation Ecology”, second edition, Wiley-Blackwell
WAL= Walter H., “Vegetation of the Earth”, third edition, Springer

- NB: i testi non contengono tutti gli argomenti svolti a lezione e indicati nel programma, è indispensabile utilizzare anche gli appunti delle lezioni !-----

Propedeuticità

Frequenza

Facoltativa

Metodologia didattica

Ore lezione: 48

Valutazione del profitto

Prova scritta, prova pratica

Descrizione dei metodi di accertamento

Esame scritto a risposte aperte. Per chi supera l'esame scritto, breve colloquio integrativo di interpretazione di materiali cartografici, pubblicazioni scientifiche, ecc. Vengono valutati: padronanza approfondita dei modelli teorici, linguaggio specialistico, autonomia di elaborazione critica.

Luogo lezioni

Ex Facoltà di Agraria via San Camillo de Lellis snc Viterbo

Orario lezioni

come da orario pubblicato sul sito

Comunicazioni

Il Dott. Filibeck riceve su appuntamento nel proprio studio al Dafne, 1° piano dell'Edificio Nuovo di Agraria (corridoio ex DAF), Via S. Camillo de Lellis, tel. 0761 357-215.